La Democrazia

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La democrazia è un sistema di valori, non una parola vuota. L’uguaglianza di donne e uomini di fronte alla legge, il diritto di scritto e di parola, la libertà di stampa, il diritto di voto, il diritto delle Comunità locali ad organizzarsi e ad autogovernarsi, il diritto ad una sanità universale, la separazione del sistema legislativo, giudiziario e amministrativo da qualsiasi religione o precetto religioso, e dunque la laicità delle Nazioni, non usiamo qui il termine “stato” che a nostro avviso non risponde del tutto ai criteri democratici, il diritto alla formazione permanente, il diritto a non vivere in condizione di impossibilità economica, non sono concetti né vuoti, né barattabili. I sistemi che non li rispettano, non solo non sono democratici, ma sono nemici della democrazia, e le democrazie non devono tollerarli, o peggio, venirci a patti, ma combatterli attivamente. Non esistono altre civiltà che quella a cui appartengono le democrazie: le altre non sono civiltà, sono barbarie, intese in senso di estranee ai principi, alle realizzazioni e alle costruzioni democratiche.

La democrazia è intervento nel mondo, non attesa che il “seme democratico” sbocci qua e la nel pianeta come una primula a primavera; questo è un modo di suicidarsi. I regimi teocratici, religiosi, antidemocratici, dittatoriali, devono essere combattuti e abbattuti, con una azione ed una opposizione attiva continua, mediatica, politica, economica, militare.

Sarebbe sufficiente prendere anche uno solo dei concetti prima elencati per tradurre e decodificare la definizione di democrazia e applicarlo ad uno stato o nazione, per adesso non facciamo distinzioni, per capire, subito, ad una prima analisi, quali di esse entità appartengono alle democrazie e quali no. Da questo dovrebbe venire facile capire che le organizzazioni internazionali che hanno in se degli stati non democratici, non possono rispondere né ai criteri delle democrazie, né supportarle, ma che al contrario sono organizzazioni che prima o poi lavoreranno contro le democrazie. Può essere sufficiente citare l’ONU, che nomina i rappresentanti dell’Iran, uno Stato canaglia, alla presidenza della Commissione per i diritti umani.

Il collaborazionismo attivo delle élite economiche delle nazioni democratiche con i regimi che non lo sono è evidente, gli esempi sono senza fine: tra tutti citiamo la evidente protezione fornita all’Iran dagli USA, che per motivi strettamente economici non permettono di distruggere gli impianti nucleari di quel regime criminale, vogliamo anche aggiungere il supporto fornito dalla democrazia USA al regime dell’Arabia Saudita.

Dunque viviamo in un contesto internazionale, oltreché interno, dove i principi, le azioni e la struttura valoriale democratica sono spesso parole vuote, o un paravento, o usate in una nebbia linguistica tale da risultare indistinguibili anche dal loro contrario.

E’ del tutto ovvio che i concetti che definiscono e ridefiniscono continuamente il concetto di democrazia sono in divenire, nulla è immobile nell’esistenza e nella vita esteriore ed interiore degli esseri umani.

Perché questo blog, che in realtà è il primo passo per costruire una vera e propria rivista. Per reagire innanzi tutto all’assenza assordante e interessata di un volume di senso dove si possa discutere dei contenuti di ciò che è democrazia nella vita dei singoli, delle collettività, e delle nazioni, sempre che essa, come detto, sia presente in tali entità. Il solo fatto che il dominio web stesso con cui è stato intitolato questo blog fosse libero appare come un fatto incredibile; non si parla di democrazia, perché il termine, come direbbe il più alto politologo esistito, Giovanni Sartori, ed è una fierezza che fosse toscano, è stato allargato e stiracchiato a tal punto da non significare più niente o quasi: se un criminale come lo Zar della federazione russa, il comunista Putin, parla di democrazia sostenendo di essere un presidente democraticamente eletto, ci fa capire come si possa trasformare una parola nobile in una irriconoscibile parte di spazzatura.

Dare parola affinchè le parole che hanno sostanza, profondità e senso umano possano combattere le parole false, interessate, vuote. Questo il senso di queste pagine, che già è stretto chiamare blog.

Le parole hanno un potere immenso, non sono pietre, ma atomiche, nel buono e nel cattivo senso, possono uccidere, creare, risuscitare, consolidare. Partire dalla parola Democrazia, dalla parola Politica, dalla parola Comunità, ha in se il senso della volontà di voler costruire un volume mentale, filosofico, politico di appartenenza e di dialogo che permei le parole stesse di densità, validità, senso, e curvatura applicativa.

Poco interessa l’elaborazione concettuale, se è staccata dal coraggio dell’azione nella realtà, in qualsiasi dimensione si voglia declinare la parola.

Queste parole sono anche un fermo invito ad intervenire su queste pagine, affinchè le nostre stesse parole non restino suoni, o silenzi, solitari in un mondo intorno a noi dove parlano stragi, i terrorismi, i gretti interessi economici di elitè pericolose che povertà, religione e fanatismo, fomentano e sfruttano.

Una cosa è certa, la democrazia è una parola che riguarda tutti, davvero ognuno di noi: è il suo primo significato, un significato che ci forza all’unione, all’espressione pubblica, alla coesione intorno a dei valori da costruire e rafforzare. Secoli fa era una parola perduta tra i ruderi delle colonne di qualche città greca o etrusca. Sta a noi, pienarla di significati e vita reale. Pena il ritorno, già presente in buona parte di questo pianeta, della più profonda barbarie già attiva in aree dove il suono delle parole delle donne viene considerato una sconcezza da popolazioni che su questo pianeta non devono esistere.

Carlo Vivarelli

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