La Democrazia

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on l’affermarsi dell’Illuminismo tutta l’Europa viene pervasa da un fervore culturale che darà impulso allo sviluppo del pensiero, anche politico, che si manifesterà sotto le più diverse declinazioni orientamenti e aspirazioni.

L’etica, la morale, la religione e la filosofia ne trarranno un creativo beneficio, tale da costituire l’elemento culturale primario all’interno del quale princìpi e linee diverse andranno affermando nuove originali modelli.

L’idea democratica, troverà nel concetto di libertà, valore naturale pertanto intrinseco nell’uomo, il modo originale di proporsi.

Molto spesso ponendo in antitesi, i contenuti delle diverse concezioni che andavano ad affermarsi o volevano essere affermate.

Le Comunità, intese come macro gruppi di popolazioni legate da affinità culturali diverse, sono per loro natura propense a sviluppare ogni azione e pensiero che trae sostentamento dalle loro stesse origini.

Popolazioni affini hanno sviluppato pensieri originali che tuttavia hanno tra di loro una base comune che trae spunto dall’etica religiosa e giustappunto dal pensiero laico che l’Illuminismo stava veicolando.

Ecco che facendo un salto ai giorni nostri scopriamo che attraverso una semplificazione geopolitica, il mondo è rappresentato da diverse concezioni etico filosofico religiose.

Mondo Occidentale, Mondo Islamico, Mondo Orientale, questi tre macro aggregati manifestano tra loro differenze marcate, il concetto di libertà e democrazia, senza scomodare il libero arbitrio, sono manipolati e spesso soffocati con metodi che nulla hanno a che fare con ciò che ispira il mondo cosiddetto Occidentale.

Il concetto di Comunità vasta ha determinato il formarsi di queste grandi aree geo-politiche, in quanto a nostro avviso, l’Illuminismo nato in Europa e dagli europei interpretato e praticato seppure in forme diverse, non ha inciso nelle altre realtà che abbiamo citato.

l’Illuminismo ha offerto in Europa, al di là dei possibili distinguo, uno strumento interpretativo utilissimo che dopo varie vicissitudini storiche, anche drammatiche, ci ha condotto positivamente ai giorni nostri.

L’idea di democrazia, o di una idea più o meno evoluta di essa, è andata affermandosi su presupposti etico religiosi e filosofici diversi.

Noi che apparteniamo al Mondo Occidentale, accettiamo il riferimento alla comune cultura giudaico-cristiana, che nei secoli ha forgiato il pensiero umano nelle sue diverse declinazioni.

Possiamo dire che la base di partenza è comune mentre la sua elaborazione si manifesta in forme originali, e in questo gioca molto il libero arbitrio là dove viene utilizzato in modo costruttivo secondo il principio sotto il quale tutti gli uomini che si reputano liberi dovrebbero appartenere, ovvero “libera religione in libero stato”.

Il libero arbitrio , concettualmente, tanto per chi si ispira alla religione tanto per chi lo interpreta laicamente, sottostà a severe leggi della morale, esso pur essendo ispirato alla più grande libertà per l’uomo di muoversi secondo le sue intime aspirazioni e convinzioni non può prescindere dal principio che “La propria libertà finisce la dove inizia quella dell’altro”.

Sappiamo tuttavia che il libero arbitrio molto spesso e anche sotto la forma più ampia, rappresentata dalla politica, non si ispira a tali principi.

Infatti “il libero arbitrio” non intende offrire la più ampia libertà di agire, ma vi deve essere il limite delle libertà individuali e collettive degli altri, che vanno preservate.

Purtroppo non è cosi; rimanendo nel nostro mondo occidentale, sappiamo come si siano potuti sviluppare tra ”800 e il ‘900, (grazie proprio alla libertà che per sua natura ha la caratteristica di veicolare velocemente ogni possibile pensiero, dal più nobile al più infame), ideologie totalitarie e aberranti, un prezzo, un caro prezzo che la democrazia può trasmettere attraverso l’uso distorto delle libertà democratiche.

Queste ideologie totalitarie, si sono imposte cosi come si potrebbero nuovamente imporre, sfruttando e manipolando sapientemente a loro favore, il sentimento democratico collettivo che pervade ogni realtà Comunitaria, in quanto per sua natura si alimenta di azioni e aspirazioni tolleranti e positive.

Possiamo dire che tutto ciò nasce dal libero arbitrio, il quale sviluppandosi attraverso un concetto rispettoso delle libertà individuali di ciascuno si sviluppa democraticamente e crea tutti i principi etico morali in cui noi occidentali cresciuti in epoca di pace e tollerante confronto, ci siamo nutriti e sviluppati.

Siamo così abituati alla democrazia e alle libertà che queste vengono proposte e praticate sotto varie forme.

Possibilmente non ponendosi mai in modo conflittuale e prevaricante tra di loro, perché rispettosi della loro originalità derivante da una storia etico-religiosa, filosofica e di lingua, che la rendano accettata, utile e comprensibile soprattutto alla nostra “Unione Europea”.

Nulla è scontato!

“Libero Arbitrio, Libertà e Democrazia”, costituiscono un unicum da coltivare, praticare e difendere.

Ciascuno di noi deve essere consapevole che un mondo pervaso da questi principi deve essere difeso, e la democrazia necessità di essere protetta dai suoi nemici.

Ma allora cosa dire, forse questi principi non sono così positivi?

Ma certo che lo sono, ma ahimè non è facile, per tutti, mantenere la schiena dritta davanti alla necessità di difenderne i valori.

Infatti proprio allo scopo di alimentarne vitalità e salute, è necessaria la più larga convergenza di intenti.

Le intrinseche virtù che contengono, le espone come già accennato, ad attacchi volti proprio a minarne ogni nobile forma espressiva, per essere sostituiti da pensieri totalizzanti e liberticidi le cui vittime potenzialmente potremmo essere tutti noi.

Grosseto li 11.10.2025

Carlo Reuven Tronchi

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