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La Democrazia

LaDemocrazia.it

La Democrazia

La democrazia è un sistema di valori, non una parola vuota. L’uguaglianza di donne e uomini di fronte alla legge, il diritto di scritto e di parola, la libertà di stampa, il diritto di voto, il diritto delle Comunità locali ad organizzarsi e ad autogovernarsi, il diritto ad una sanità universale, la separazione del sistema legislativo, giudiziario e amministrativo da qualsiasi religione o precetto religioso, e dunque la laicità delle Nazioni, non usiamo qui il termine “stato” che a nostro avviso non risponde del tutto ai criteri democratici, il diritto alla formazione permanente, il diritto a non vivere in condizione di impossibilità economica, non sono concetti né vuoti, né barattabili. I sistemi che non li rispettano, non solo non sono democratici, ma sono nemici della democrazia, e le democrazie non devono tollerarli, o peggio, venirci a patti, ma combatterli attivamente. Non esistono altre civiltà che quella a cui appartengono le democrazie: le altre non sono civiltà, sono barbarie, intese in senso di estranee ai principi, alle realizzazioni e alle costruzioni democratiche. La democrazia è intervento nel mondo, non attesa che il “seme democratico” sbocci qua e la nel pianeta come una primula a primavera; questo è un modo di suicidarsi. I regimi teocratici, religiosi, antidemocratici, dittatoriali, devono essere combattuti e abbattuti, con una azione ed una opposizione attiva continua, mediatica, politica, economica, militare. Sarebbe sufficiente prendere anche uno solo dei concetti prima elencati per tradurre e decodificare la definizione di democrazia e applicarlo ad uno stato o nazione, per adesso non facciamo distinzioni, per capire, subito, ad una prima analisi, quali di esse entità appartengono alle democrazie e quali no. Da questo dovrebbe venire facile capire che le organizzazioni internazionali che hanno in se degli stati non democratici, non possono rispondere né ai criteri delle democrazie, né supportarle, ma che al contrario sono organizzazioni che prima o poi lavoreranno contro le democrazie. Può essere sufficiente citare l’ONU, che nomina i rappresentanti dell’Iran, uno Stato canaglia, alla presidenza della Commissione per i diritti umani. Il collaborazionismo attivo delle élite economiche delle nazioni democratiche con i regimi che non lo sono è evidente, gli esempi sono senza fine: tra tutti citiamo la evidente protezione fornita all’Iran dagli USA, che per motivi strettamente economici non permettono di distruggere gli impianti nucleari di quel regime criminale, vogliamo anche aggiungere il supporto fornito dalla democrazia USA al regime dell’Arabia Saudita. Dunque viviamo in un contesto internazionale, oltreché interno, dove i principi, le azioni e la struttura valoriale democratica sono spesso parole vuote, o un paravento, o usate in una nebbia linguistica tale da risultare indistinguibili anche dal loro contrario. E’ del tutto ovvio che i concetti che definiscono e ridefiniscono continuamente il concetto di democrazia sono in divenire, nulla è immobile nell’esistenza e nella vita esteriore ed interiore degli esseri umani. Perché questo blog, che in realtà è il primo passo per costruire una vera e propria rivista. Per reagire innanzi tutto all’assenza assordante e interessata di un volume di senso dove si possa discutere dei contenuti di ciò che è democrazia nella vita dei singoli, delle collettività, e delle nazioni, sempre che essa, come detto, sia presente in tali entità. Il solo fatto che il dominio web stesso con cui è stato intitolato questo blog fosse libero appare come un fatto incredibile; non si parla di democrazia, perché il termine, come direbbe il più alto politologo esistito, Giovanni Sartori, ed è una fierezza che fosse toscano, è stato allargato e stiracchiato a tal punto da non significare più niente o quasi: se un criminale come lo Zar della federazione russa, il comunista Putin, parla di democrazia sostenendo di essere un presidente democraticamente eletto, ci fa capire come si possa trasformare una parola nobile in una irriconoscibile parte di spazzatura. Dare parola affinchè le parole che hanno sostanza, profondità e senso umano possano combattere le parole false, interessate, vuote. Questo il senso di queste pagine, che già è stretto chiamare blog. Le parole hanno un potere immenso, non sono pietre, ma atomiche, nel buono e nel cattivo senso, possono uccidere, creare, risuscitare, consolidare. Partire dalla parola Democrazia, dalla parola Politica, dalla parola Comunità, ha in se il senso della volontà di voler costruire un volume mentale, filosofico, politico di appartenenza e di dialogo che permei le parole stesse di densità, validità, senso, e curvatura applicativa. Poco interessa l’elaborazione concettuale, se è staccata dal coraggio dell’azione nella realtà, in qualsiasi dimensione si voglia declinare la parola. Queste parole sono anche un fermo invito ad intervenire su queste pagine, affinchè le nostre stesse parole non restino suoni, o silenzi, solitari in un mondo intorno a noi dove parlano stragi, i terrorismi, i gretti interessi economici di elitè pericolose che povertà, religione e fanatismo, fomentano e sfruttano. Una cosa è certa, la democrazia è una parola che riguarda tutti, davvero ognuno di noi: è il suo primo significato, un significato che ci forza all’unione, all’espressione pubblica, alla coesione intorno a dei valori da costruire e rafforzare. Secoli fa era una parola perduta tra i ruderi delle colonne di qualche città greca o etrusca. Sta a noi, pienarla di significati e vita reale. Pena il ritorno, già presente in buona parte di questo pianeta, della più profonda barbarie già attiva in aree dove il suono delle parole delle donne viene considerato una sconcezza da popolazioni che su questo pianeta non devono esistere. Carlo Vivarelli

Strage di Sidney 19 Dicembre 2025

Toscana, 19 Dicembre 2025. La strage di Sidney non è solo terrorismo, fa parte di un piano studiato, innanzi tutto. Ed è un attacco a tutti e tutte coloro che si professano libertari e democratici. Ma vado oltre: le stragi contro gli ebrei fanno parte di un piano di sterminio e di una volontà di annientamento, che nulla hanno a che fare con un “normale” conflitto ed una guerra tradizionale, ma puntano alla totale sparizione di un popolo e a livello planetario alla distruzione definitiva della democrazia: questa è la verità. Non è stato compreso, o è stato follemente sottovalutato, che chi sostiene, e già di per sé è ovvio che è un’azione filosofica violenta, che la religione e le sue leggi dono superiori alla democrazia, ha come obbiettivo pratico la distruzione delle libertà, delle democrazie, con la nota che ovviamente le prime a subire la distruzione della libertà sono le donne: il servizio fatto da rete quattro se non sbaglio, in Italia, dove un paio di pazzi scatenati purtroppo residenti nel nostro paese, dichiaravano che una donna adultera deve essere lapidata, con annesso applauso di alcuni deficienti che ascoltavano, rappresenta bene la totale, inaccettabile barbarie alla quale stiamo andando incontro facendo entrare dei criminali pronti a mettere in atto precetti religiosi che sono l’esatta negazione della nostra storia democratica e dello spirito di leggi che trovano a mio avviso il loro punto validante sull’uguaglianza non delle persone, ma di esse di fronte al diritto sulla base di valori di autodeterminazione e libertà: elemento questo che distanzia le democrazie dalle teocrazie e dalle dittature, quella russa compresa. Si deve reagire a questo attacco non solo con le parole, ma con leggi durissime e con la loro applicazione tramite la forza, anche la più decisa: è follia pura accettare che ci siano persone, se possiamo così definirle, che inneggiano al sette Ottobre o alla lapidazione di qualsiasi soggetto per un atto che non deve e non può essere sanzionato se non dalla morale di qualche pazzo da internare. Non mi nascondo dietro al dito riguardo alla guerra svolta Gaza dal governo israeliano: considero Netanyahu un corrotto, e ancora prima uno scellerato, che ha distrutto l’immagine di Israele nel mondo per difendere i propri interessi e per salvarsi, mentre i sospetti che lui abbia preso una valanga di soldi dal Qatar sono sempre più circostanziati. Una ultima nota sul signor Trump Donald, che considero pericolosissimo e amico inscindibile dei regimi teocratico islamici, sia sciiti che sunniti: sono 300 milioni di dollari che Trump ha ricevuto ufficialmente dal Qatar per la sua campagna elettorale: stiamo attenti a questo personaggio: è un traditore dell’Occidente ha venduto l’Ucraina, e che se ne avrà la convenienza, venderà anche Israele, se ne avrà la convenienza, così come ha protetto, e per me è un atto criminale, le centrali dove si arricchisce l’uranio iraniano. Carlo Vivarelli consigliere comunale di San Marcello Piteglio della Lista Civica Cambiare