I politici italiani su Twitter
(Dati aggiornati alla mattina dell’8 febbraio 2010)
I politici italiani che LaDemocrazia ha iniziato a seguire su Twitter sono per il momento venti. Il che naturalmente non significa che non vi siano altri politici nazionali o locali presenti e attivi all’interno del network: questi sono quelli che abbiamo “scovato” per il momento (insieme ad altri attualmente “dormienti”), forse i più rappresentativi dal punto di vista della politica nazionale, ma non necessariamente i più rappresentativi della politica sul web, ambito nel quale reti sociali e politici locali sono spesso più presenti rispetto alla media dei parlamentari.
I dati che qui presentiamo non consentono dunque di trarre conclusioni generali in merito al fenomeno, ma vogliono offrire un primo spunto per una riflessione, alla quale spero vorrete contribuire con commenti, critiche e suggerimenti.
Il profilo dei “twitpolitici” monitorati
Quello che colpisce a prima vista, nel nostro piccolo “campione” (per usare un termine familiare, ancorché improprio in questo caso), è la netta prevalenza di rappresentanti dell’opposizione: ben 16 (dei quali 9 del PD e 3 dell’Idv), contro i 4 del PdL (Frattini, Brunetta, Bondi, Cammarata). L’età media dei nostri twitters si aggira intorno ai 54 anni: il più anziano è Marco Pannella (80 anni), e il più giovane Adinolfi (39 anni). Quasi del tutto inutile soffermarci sulla composizione di genere: tutti uomini, naturalmente, con le eccezioni di Rosy Bindi e Debora Serracchiani, peraltro la più giovane subito dopo Adinolfi.
Non mancano i veterani di Twitter, come Cammarata (PdL), Storace, De Castro (PD) e Di Pietro, che sono entrati nella “conversazione” fra il 2007 e gli inizi del 2008. Ma la gran parte degli account sono stati aperti nel 2009, anno del boom di questo social network: pertanto, escludendo quelli dei pionieri, gli account monitorati sono attivi da 262 giorni in media. Neo-adepto della twittosfera è Piero Fassino (41 giorni).
Comunicare, interagire, ascoltare
Considerando il numero dei politici monitorati, sono però forse più ricchi di spunti i dati – che ci impegnano a pubblicare con regolarità – su come viene utilizzato Twitter per comunicare e/o entrare in relazione con gli elettori. Nelle elezioni amministrative – lo ricordiamo – è possibile scegliere il candidato, ed il web potrebbe quindi avere un suo peso, se non sull’esito complessivo delle elezioni (come ricordato da Zambardino a gennaio e ribadito ancora qualche giorno fa), quantomeno sulle fortune dei singoli candidati. Sarebbe dunque questo il momento ideale per iniziare a sfruttare al meglio tutti gli strumenti disponibili, sul web e fuori, per costruire e mantenere le relazioni con gli elettori.
Un primo indicatore di presenza su Twitter è senz’altro il numero dei “twits” settimanali (Grafico n. 1: la media settimanale è calcolata sull’intero arco di vita dell’account).

Grafico n. 1 - Twits settimanali dei politici. In azzurro, i politici del governo; in arancio, politici dell'opposizione.
Ancora più indicativo della qualità dell’utilizzo di Twitter è il rapporto fra friends (utenti seguiti) e followers (utenti che ci seguono). Nel Grafico n. 2 tale rapporto viene presentato in forma percentuale al solo scopo di facilitarne la lettura: su 100 followers, ad esempio, Storace ha 31 friends e la Serracchiani 22.

Grafico n. 2 - Relazionalità dei politici su Twitter. In azzurro, i politici del governo; in arancio, i politici dell'opposizione.
Seguire gli utenti – e quelli che ci seguono in particolare – non è solo un modo per fare quattro chiacchiere con persone nuove, ma offre una serie di opportunità, fra le quali ricordiamo in particolare:
- monitorare opinioni e contenuti diffusi da persone che sono evidentemente interessate all’attività del politico;
- controllare (almeno in parte) se e quanto i propri contenuti vengono diffusi, e soprattutto da parte chi (gli strumenti di url-shortening offrono già servizi di monitoraggio);
- interagire direttamente con gli utenti che ci seguono e che seguiamo a nostra volta (con lo strumento dei messaggi diretti)
Per questa ragione, abbiamo denominato questo rapporto relazionalità, come tendenza dell’utente ad entrare in rapporto diretto con gli altri utenti.
Su questi dati, e sulle ulteriori informazioni che è possibile trarne, tornerò a parlare in un prossimo post. Intanto, aspetto vostri commenti e suggerimenti, ed anche le vostre segnalazioni di altri politici su Twitter.
















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Los politicos italianos en Twitter: unas estadisticas by @agnesevardanega [link to post]
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Siamo ancora distanti dalla partecipazione politica in Twitter [link to post] laDemocrazia.it @lademocrazia_it
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Se serve vi segnalo altri politici online su Twitter:
@matteorenzi, sindaco di Firenze
@lapopistelli, deputato Camera (PD)
@ldomenici, europarlamentare (PD)
@ludesi, consigliera comunale Firenze (PD)
@Perdukistan, deputato Camera (PD-Radicali)
@NichiVendola, presidente regione Puglia (SeL)
@abassolino, presidente regione Campania (PD)
@gualtierieurope, eurodeuptato (PD)
@caterinabiti, consigliere comunale Firenze (PD)
@catiusciamarini, ex eurodeputata (candidata Umbria) (PD)
@giannipittella, eurodeputato (PD)
@gcioffredi, PD
Grazie! dalla prossima settimana saranno inseriti nel nostro monitoraggio!
[...] Grafico n. 3 (i primi due sono presentati nel post dell’8 febbraio) rappresenta – congiuntamente – la tendenza dei politici a seguire altri utenti [...]
Seguo personalmente il Twitter di Antonio Di Pietro. Quest’articolo non riporta un solo numero corretto. Di Pietro posta circa 30/40 tweet la settimana (almeno) superando di gran lunga qualsiasi politico italiano, ha quasi 13.000 follewer quando i nomi citati arrivano a mala pena al centinaio ed il più quotato dopo di lui ne ha sotto i 1000.
Ma di cosa si è scritto in quest’articolo?
I twits settimanali sono calcolati dal momento dell’attivazione dell’account. Potrebbe darsi ad esempio che la media di tutto il periodo sia più bassa di quella delle ultime settimane. In particolare l’account risulta creato il 4 marzo 2008 e i twits totali sono pari a 851. Questi sono i dati che risultato dall’Api di Twitter. Probabilmente l’account è stato dormiente per un lungo periodo.
Per quanto riguarda il numero di followers, la questione è affrontata nel post successivo. Di Pietro è in effetti il politico più popolare fra quelli monitorati (12.704 followers), ma segue 9 utenti in tutto (dati di oggi).
[...] nomi noti attivi su Twitter sono quelli di Di Pietro, Casini, Pannella, Storace, Brunetta. [fonte: lademocrazia.it] Attraverso i Social Media è possibile creare e gestire un movimento d’opinione con molti [...]
Solo un appunto — sapete che in inglese “twit” vuol dire idiota?
http://www.merriam-webster.com/dictionary/twit
a silly annoying person : fool
si dice “tweet” non “twit” –altrimenti li state definendo “politici-idioti”
Ciao Colette!
che dire, ci copriamo la testa di cenere. Hai pienamente ragione.
Grazie per la segnalazione e vedremo di non fare più lo stesso errore.
Considerando però che pochi sono i politici veramente coinvolti nei moderni processi della comunicazione politica, pochi se ne saranno accorti!
Grazie ancora
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